Il viaggio, fine

Il ragazzo, ormai diventato uomo, uscì con suo figlio in cerca di mele, e percorrendo un sentiero ebbe la sensazione di averlo già visto. Non sapeva spiegarselo, ma quella strada aveva decisamente qualcosa di familiare. Non fece in tempo a raccogliere la prima mela, che scorse una figura ancora più familiare, seduta sul ciglio della strada.

“Chi è quel signore, papà?” - chiese il il piccolo.

“È un signore che ho incontrato molto tempo fa, anche se non ricordo ancora quando, né il perché.”

“Certo hai la memoria corta.” - disse il vecchio, voltandosi verso l'uomo e suo figlio, con il viso avvolto in una coltre di fumo bianco. - “Eri in ricerca dell'orizzonte, volevi raggiungerlo.”

“È vero!” - esclamò finalmente l'uomo, che iniziava a ricordare.

“Anzi, se ricordo bene, volevi superarlo!”

“Hai ragione. Ma dimmi, vecchio, tu cosa ci fai qui, perché sei venuto a casa mia?”

“Ebbene io non mi sono mai mosso di qui.”

“Come?”

“Proprio così. Io sono rimasto qui per tantissimi anni.”

“Ma com'è possibile?”

“Hai fatto il giro del mondo, rincorrendo un orizzonte che continuava a spostarsi. L'hai rincorso talmente tanto che sei tornato al punto di partenza.”

“Quindi non avrei mai potuto raggiungerlo.”

“Ecco che salti come al solito a conclusione affrettate. Io ti dissi che non l'avresti mai raggiunto per farti ragionare sulla vita, per farti capire quello che io ho capito molto tempo fa.”

“Cosa intendi dire?”

“Io sono come te. Da giovane anch'io intrapresi questo pazzo viaggio alla ricerca della linea dell'orizzonte. Poi quando arrivai qui al punto di partenza capii.”

“Che cosa?”

“Che la risposta ce l'avevo fin dall'inizio. Era dentro di me.”

“Dentro di te?”

“Come nell'insegna della locanda.”

“Lo locanda? Sei stato nella locanda? Quando? Non ti ho mai visto da allora!”

“Giovanotto, sono molto più vecchio di quel che credi. Arrivai alla locanda ben prima che tu nascessi, e capii che l'orizzonte che cercavo non l'avrei mai raggiunto rincorrendo e scappando lasciandomi tutto alle spalle, ma l'avrei trovato proprio all'inizio del mio viaggio, dentro di me.”

“E io come farò a trovarlo?”

“Santo cielo, non l'hai ancora capito? Tu l'hai già trovato.” - disse solennemente il vecchio indicando con lo sguardo il bimbo, che si era nascosto dietro alle gambe del papà.

L'uomo rimase interdetto per un attimo, poi chiuse gli occhi e sorrise, in senso di approvazione.

“Hai trovato il tuo orizzonte, avevi solo bisogno che te lo mostrassi.”

L'uomo non seppe resistere e scoppiò a piangere di gioia, ora che aveva raggiunto tutti i suoi obiettivi non aveva più dubbi né rimpianti. Abbracciò il vecchio e lo salutò, tornando a casa da sua moglie e sua figlia, tenendo la mano del bimbo mentre il sole tramontava.

Epilogo

Che questo breve racconto possa far sognare e pensare, grandi e piccoli.