Il viaggio, parte 1

Un giorno, un ragazzo iniziò a correre, cercando di superare le linea dell'orizzonte. Fin da quando era bambino aveva visto quella linea e si era sempre chiesto cosa ci fosse dopo. Non solo, ma era anche molto curioso. Curioso di cosa ci fosse oltre e voleva superarla a tutti i costi.

“Se vedo una linea vuol dire che la posso calpestare, e se la raggiungo la posso anche oltrepassare.” - pensava, mentre correva verso l'orizzonte. Ma non importava quanto corresse, non riusciva mai a superare quella linea. A dire il vero non era mai nemmeno riuscito a raggiungerla!

Tuttavia non demorse. Continuò a correre verso quella linea che lui vedeva così nitida e chiara, senza mai fermarsi. Dopo un po' di tempo incontrò un signore che stava seduto sul ciglio della strada.

“Giovanotto, dove corri?” - chiese il vecchio.

“Sto inseguendo l'orizzonte.” - rispose il ragazzo.

“Sarà meglio che ti sbrighi, altrimenti scappa.”

“Come, scappa?” - disse il giovane stupito.

“Certo che scappa, non lo sapevi? L'orizzonte scappa di continuo.” - disse il vecchio arricciandosi la barba con la punta delle dita.

“Accidenti, allora non posso restare qui a parlare con lei, devo continuare a correre.” - rispose preoccupato di non riuscire a raggiungere la linea.

“Non sarà necessario, siediti qui che ti racconto come funziona.”

“Ma non mi aveva detto di sbrigarmi appena qualche istante fa? Altrimenti mi scappa!”

“Ah, questi giovani, sempre di fretta, non hanno mia tempo per la conoscenza.” - borbottò indignato il vecchio canuto.

Il ragazzo si sedette allora a fianco all'anziano signore, curioso di apprendere ciò che stava per insegnargli.

“Vedi giovanotto, l'orizzonte non si comporta sempre allo stesso modo.”

“Come ”non si comporta”? Non è mica una persona...” - il ragazzo si rese presto conto che aveva osato troppo, e aveva anche interrotto il signore nel mezzo del discorso.

“Se vuoi vedere più in la del tuo naso farai meglio ad imparare il valore del silenzio, iniziando con l'ascoltare.” - disse in tono grave e severo il vecchio. “Come stavo dicendo” - proseguì in tono più disteso, prendendosi il suo tempo - “L'orizzonte si comporta in modo diverso a seconda della situazione, come tutti. A prima vista sembra una linea fissa ed immobile.”

Lasciò passare qualche secondo di pausa, come per appurare che non sarebbe più stato interrotto dall'esuberanza del giovane, poi estrasse una pipa, la accese, formò un grande cerchio di fumo e continuò compiaciuto il suo racconto.

“Quando sei seduto in pace e quiete come lo siamo noi adesso, l'orizzonte si prende una pausa, si rilassa, esattamente come noi.” - fece un altro grande cerchio di fumo bianco, che andò ad attorniare il vecchio cerchio ormai evanescente.

“Quando invece sei di corsa e cerchi di raggiungerlo lui si sposta più in là, perché non si vuole far prendere.”

“Quindi scappa?” - chiese il ragazzo, sempre più incuriosito.

“Se necessario.” - disse con sicurezza il vecchio.

“Ma è possibile prenderlo?”

“Ah, tu pensi di poterlo acchiappare?”

“Non solo, lo voglio superare” - rispose il ragazzo battendosi il petto con la mano in gesto di sicurezza.

“Giovanotto, non riuscirai mai a superarlo. E ti dirò di più, non riuscirai nemmeno a raggiungerlo.”

“Invece ci riuscirò, correrò più veloce di lui e lo supererò.”

“La questione non è se tu riuscirai a correre più veloce, ma se conosci il motivo per cui lo rincorri.”

“Lo rincorro perché lo voglio superare.”

“Vedo che hai molta confusione in testa. Quello è il tuo fine, non il motivo.”

“Bah, non ti capisco. Mi sono stancato di tutti questi discorsi, io vado.”

“Fa come ti pare, te ne accorgerai quando ci rivedremo.”

E senza nemmeno salutare si mise le gambe in spalle e ricominciò la sua corsa, lasciandosi il vecchio alle spalle.

“Chi si crede di essere? Ce la farò e gliela farò vedere.” - pensò tra se e se mentre attraversava un fiumiciattolo di fianco a lui.