politica

Cara America, ti meriti una presidenza Trump


Una lettera aperta di un italiano che vuole bene all'America.

Quando mi sono svegliato questa mattina, ho aperto Twitter e notato un pauroso, assordante silenzio.

Non è passato molto tempo prima di aver capito cos'era successo.

Le parole "presidente" e "Trump" erano nella stessa frase. E non era un articolo dell'Onion. (una sorta di "Spinoza" americano, NdT)

Con mio grande stupore, non mi ha sorpreso. Non ero triste. Non ho avuto paura. In qualche modo ho sempre saputo che sarebbe successo, e ho subito pensato alle parole profetiche di Michael Moore.

Mi dispiace essere portatore di cattive notizie, ma vi ho spiegato chiaramente le cose l'estate scorsa, quando vi ho detto che Donald Trump sarebbe stato il candidato repubblicano alla presidenza. E ora ho una notizia ancora più terribile e per voi: Donald J. Trump vincerà a novembre. Questo misera, ignorante, pericoloso clown part-time e sociopatico a tempo pieno sta per essere il nostro prossimo presidente. Presidente Trump. Esercitatevi a dire queste parole, perché le dovrete ripete spesso per i prossimi quattro anni: "PRESIDENTE TRUMP"

Passano un paio d'ore. Navigando per Facebook ho avuto un senso di pietà e disperazione per i miei amici dall'altra parte dell'oceano Atlantico.

Mi sono seduta sul treno e pianto ...

Ha scritto una ragazza lituana emigrata negli Stati Uniti.

NON STO SCHERZANDO, VOGLIO ACQUISTARE UN'ISOLA. CHI INVESTE E CHE VIENE?

Era il grido di un'altra giovane donna.

Il flusso infinito di emoticon arrabbiate e disperate era punteggiato dalla frasi attonite di persone in stato di shock, incredule dei risultati.

Ora che ho raccolto i miei pensieri, ho qualcosa di molto importante da dirvi, cari amici liberali Americani. Si tratta di qualcosa che non vi farà piacere, e che probabilmente farò più male dei risultati di queste elezioni.

Vi meritate una presidenza Trump.

Non lo dico a cuor leggero, o per un sadico senso di piacere nel vedervi soffrire. Lo dico perché è vero.

La realtà è che avete votato per Trump anni fa. Semplicemente lo non volevate ammettere a voi stessi.

Giorni di fuoco per la politica italiana e la democrazia 5 stelle

Che giorni di fuoco! 9 mila visite al video pubblicato tre giorni fa, migliaia di like e condivisioni su fb e twitter, 1.500 iscritti al gruppo per la democrazia liquida, centinaia di email ricevute e decine di informatici che hanno dato la propria disponibilità ad aiutare gratuitamente.

In due parole: siete fantastici.

Ho parlato con alcuni dipendenti 5 stelle in Parlamento. La risposta è stata molto positiva. Sono quasi tutti d'accordo con noi che serva maggiore trasparenza, che il codice delle piattaforma debba essere open source (es pubblicarlo su github), dove si può contribuire e fare beta-testing, e che i lavori sulla piattaforma debbano poter essere seguiti pubblicamente da tutti, come tutti i buoni progetti open source.

Uno di loro mi ha assicurato che ha sottoposto la questione personalmente allo staff di Casaleggio e che ci daranno una risposta quanto prima possibile.

Ho anche avuto proposte di partecipare a dibattiti televisivi, ma se devo essere sincero per il momento preferisco non andare. Primo perché c'è il rischio che il mio intervento venga male interpretato/strumentalizzato da qualcuno per mettere in cattiva luce il movimento – cosa che voglio evitare nel modo più assoluto. Secondo perché i deputati si sono appena incontrati e siamo in un periodo molto confusionario, quindi mi sembra giusto dare loro un attimo di tempo per organizzarsi e rispondere alle nostre richieste.

Ora stacco per un po', sono veramente stravolto. Domani parto per Londra a presentare il mio libro, tenere una lezione in una scuola superiore, sostenere un dibattito con il Partito Socialista della Gran Bretagna (sarà divertente), e incontrare qualche amico.

Alla prossima!

Italia, fai la scelta giusta


Elezioni 2013
30 anni. 30 anni di ladri, scandali, tangenti, appalti truccati, prostitute e prostituti in parlamento, bugiardi, doppiogiochisti. 30 anni di false promesse, professionisti di qualcosa che non è politica, ma una sua mutazione, deformata, marcia, insulsa. 30 anni di vergogna, patti con mafia e la parte peggiore della chiesa. I migliori scappano da questo paese disastrato, mentre i cialtroni vendipentole siedono dietro le scrivanie del governo.

BASTA.

È arrivato il momento di cambiare. Ma non tanto le facce, quelle vanno e vengono. Prendi una persona pulita e mettila dentro ad un pentolone di catrame. A breve si sporcherà, è inevitabile.

È il momento di cambiare il sistema. Basta con queste illusorie divisioni demarcate dalla mano che sta di qua e quella che che sta di là.

L'intelligenza collettiva, le case passive, le energie rinnovabili, l'accesso all'informazione libera e gratuita via internet, i trasporti sostenibili, i rifiuti zero, la libertà DAL lavoro, i diritti civili fondamentali di tutte le persone, la dignità dell'uomo. Queste non sono idee di una mano che sta di qua o di quella che sta di là. Sono il buon senso, la conoscenza, la fratellanza, l'intelligenza, l'empatia, la ragione.

Certo, alcune cose che ho visto del Movimento Cinque Stelle non mi sono piaciute, e non ne ho mai fatto segreto. Le scelte autoritarie e arbitrarie di alcune espulsioni, il comportamento scorretto con i giornalisti italiani (anche con quelli che si sono sempre comportati bene), la mancanza di una piattaforma di collaborazione per la presa delle decisioni collettive (es Wiki e Liquid Feedback). È importante non essere ciechi di fronte a questi problemi interni, che *esistono e vanno affrontati*. Ma non bisogna neanche perdere il senso della prospettiva.

Ci sono dei punti deboli nel movimento e su quelli bisogna lavorare, ma non facciamoci abbagliare dalle polemiche pretestuose di quelli che lo vogliono dipingere come una riedizione del Terzo Reich, francamente un po' ridicola e tipica del terrorismo comunicativo.

Mando però un avvertimento. Non pensate che se crociate quel simbolo con le cinque stelline poi si sistemerà tutto da sè, con la bacchetta magica. Non funziona così. Se mettete la crocetta sul quel simbolo, dovrete essere pronti a mettervi in gioco, a vedere cosa non funziona, a segnalarlo, a proporre idee, soluzioni. A PARTECIPARE.

Dovrete essere pronti a non seguire la massa, ma ad informarvi e a formarvi la vostra opinione. E perché no, anche pronti a mettere in discussione i vertici, o l'opinione comune.

Dovrete avere il coraggio di esporvi, con il rischio di prendervi addosso anche le critiche e gli insulti, come sto facendo io.

O così, o si tornerà allo schifo di prima, solo molto peggio.

Fate la scelta giusta, ma non solo domani. Da domani, fino alla fine della vostra vita.

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CENSURATE QUESTO - Berlusconi Mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo

Basta Berlusconi
Tira una brutta aria un rete. L'amico blogger byoblu consiglia di fare un backup del suo ultimo articolo.
Obbligato.

 C’era un tempo in cui gli amici non erano amici, e non mangiavano più nello stesso piatto. C’era un tempo in cui un partito accusava un imprenditore del nord di avere edificato il suo impero con i soldi della mafia. C’era un tempo in cui un direttore di giornale decise che era giunto il momento di dare a tutti una lezione di giornalismo.
 Quel tempo era mercoledì 8 luglio 1998. Quel direttore era Max Parisi, alla guida de La Padania, l’organo di partito della Lega. Gli amici che non erano amici, erano Umberto Bossi e Silvio Berlusconi. Il partito era la Lega Lombarda e l’imprenditore del nord accusato di essere mafioso era proprio Silvio Berlusconi (lo so, non l’avreste mai detto). La lezione di giornalismo, invece, consisteva in una serie di domande per chiedere conto a Silvio Berlusconi del suo passato e del suo presente imprenditoriale. Il titolo era “Berlusconi Mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo”. Ma le domande pubblicate erano solo 10. L’undicesima, la domanda che non c’era, nessuno la conobbe mai. Forse perché giorno venne che i due ex-amici, poi divenuti nemici, d’improvviso fecero inspiegabilmente ...la pace.

 La conseguenza di questo abbraccio fraterno, degno di Carramba Che Sopresa!, fu che tutti i violenti attacchi portati da La Padania al Cavaliere cessarono come per incanto. Tutte le tracce vennero minuziosamente cancellate dagli archivi web del quotidiano leghista, e Max Parisi venne premiato con un incarico al TG2.

 Ma la rete non perdona. Lo diciamo sempre. Qualcuno ha recuperato da archive.org gli articoli originali, immortalati per voi e per tutti, in remissione di ogni reticenza. E così, nella magnificenza del TechniColor, possiamo vedere cose come la foto di Berlusconi insieme alle foto di Totò Riina, Giovanni Brusca, Pippo Calò, Tano Badalamenti ed altri personaggi del tutto innocui, campeggiare sotto il titolo: BACIAMO LE MANI.


Oggi Niccolò Ghedini annuncia di voler querelare Di Pietro per avere detto che sputa nello stesso piatto dove mangia, riferendosi alle specialità mafiose. Berlusconi querelò anche all'epoca, salvo ritrare la denuncia due anni dopo, una volta firmato il miracoloso Trattato di Arcore.  Non sempre tuttavia si fa la pace e si fa merenda insieme. Questo è per lo meno il nostro auspicio.

E allora eccole, le undicimenouna domande poste da Max Parisi a Silvio Berlusconi.
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Beppe Grillo al Senato, Zoccole in Parlamento

In parlamento tutti, tranne IDV, hanno attaccato Beppe Grillo per il suo discorso al senato. Non proprio per il suo discorso però, per una parola specifica. Il resto del discorso non è stato minimamente preso in considerazione, eclissato dal putiferio di finta indignazione.

Armiamoci contro le "Armi di distrazione di massa", la nostra spada è l'informazione.

Fate girare il video.

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