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Lega Nord: classi ponte per gli stranieri che non sanno l'italiano

Test di lingua e classi «ponte» per favorire l’inserimento di bambini e ragazzi extracomunitari nella scuola e nel tessuto sociale. Queste le principali novità contenute nel disegno di legge N. 1028, Legislatura 16º, proposto dalla Lega.

Mi sembra giusto. Per non creare impedimenta ai ragazzi nostrani, che conoscono l'italiano come dei giovani Manzoni, è necessario che quegli ignorantoni stranieri se ne stiano da parte.

Vediamo come hanno risposto i deputati della Lega, coloro che hanno proposto il disegno di legge, ad alcune semplici domande di lingua e cultura italiana.

Controproposta

Faccio io una proposta: stanziamo 0 euro per fare un test online a tutti i deputati in parlamento (mi offro volontario per preparare la form). Chi non lo passerà, dovrà rinunciare al proprio stipendio, fare pubblica ammenda e tornare nei banchi di scuola, lasciando spazio a chi l'italiano lo sa e a chi non propone disegni di legge insensati, xenofobici, ipocriti, ridicoli. Con i soldi risparmiati potremmo eventualmente dare una paga migliore ai nostri insegnati, già opportunamente maltrattati e ridicolizzati.

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CENSURATE QUESTO - Berlusconi Mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo

Basta Berlusconi
Tira una brutta aria un rete. L'amico blogger byoblu consiglia di fare un backup del suo ultimo articolo.
Obbligato.

 C’era un tempo in cui gli amici non erano amici, e non mangiavano più nello stesso piatto. C’era un tempo in cui un partito accusava un imprenditore del nord di avere edificato il suo impero con i soldi della mafia. C’era un tempo in cui un direttore di giornale decise che era giunto il momento di dare a tutti una lezione di giornalismo.
 Quel tempo era mercoledì 8 luglio 1998. Quel direttore era Max Parisi, alla guida de La Padania, l’organo di partito della Lega. Gli amici che non erano amici, erano Umberto Bossi e Silvio Berlusconi. Il partito era la Lega Lombarda e l’imprenditore del nord accusato di essere mafioso era proprio Silvio Berlusconi (lo so, non l’avreste mai detto). La lezione di giornalismo, invece, consisteva in una serie di domande per chiedere conto a Silvio Berlusconi del suo passato e del suo presente imprenditoriale. Il titolo era “Berlusconi Mafioso? 11 domande al Cavaliere per negarlo”. Ma le domande pubblicate erano solo 10. L’undicesima, la domanda che non c’era, nessuno la conobbe mai. Forse perché giorno venne che i due ex-amici, poi divenuti nemici, d’improvviso fecero inspiegabilmente ...la pace.

 La conseguenza di questo abbraccio fraterno, degno di Carramba Che Sopresa!, fu che tutti i violenti attacchi portati da La Padania al Cavaliere cessarono come per incanto. Tutte le tracce vennero minuziosamente cancellate dagli archivi web del quotidiano leghista, e Max Parisi venne premiato con un incarico al TG2.

 Ma la rete non perdona. Lo diciamo sempre. Qualcuno ha recuperato da archive.org gli articoli originali, immortalati per voi e per tutti, in remissione di ogni reticenza. E così, nella magnificenza del TechniColor, possiamo vedere cose come la foto di Berlusconi insieme alle foto di Totò Riina, Giovanni Brusca, Pippo Calò, Tano Badalamenti ed altri personaggi del tutto innocui, campeggiare sotto il titolo: BACIAMO LE MANI.


Oggi Niccolò Ghedini annuncia di voler querelare Di Pietro per avere detto che sputa nello stesso piatto dove mangia, riferendosi alle specialità mafiose. Berlusconi querelò anche all'epoca, salvo ritrare la denuncia due anni dopo, una volta firmato il miracoloso Trattato di Arcore.  Non sempre tuttavia si fa la pace e si fa merenda insieme. Questo è per lo meno il nostro auspicio.

E allora eccole, le undicimenouna domande poste da Max Parisi a Silvio Berlusconi.
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