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Regali di compleanno - piacevoli sorprese

Da qualche anno non mi aspetto più nulla per il compleanno. Non sento più la frenesia che invece provavo da bimbo, l'eccitamento di passare alla cifra decimale successiva, l'avvicinamento al Natale, la festa con gli amichetti e le amichette, il rimboccarsi le coperte freneticamente la sera del 7 pregustando la giornata avvenire, che è sempre vacanza, il non riuscire a dormire per l'attesa. Tanti momenti, sensazioni, emozioni. Persi. Persi con l'infanzia, l'innocenza, la spensieratezza, l'ingenuità e la odissea voglia di scoperta del nuovo, dell'incognito.

Quindi non mi aspetto più nulla, specialmente per quanto riguarda i regali, di recente sempre più deludenti, inadatti, inadeguati. Non sono un materialista, un regalo da due soldi ma azzeccato vale molto di più di un costoso pezzo di paccottiglia che non mi rappresenta in alcun modo. Aggiungi il fatto che sono una testa calda, incontentabile, con gusti strambi e molto particolari... insomma una rottura di scatole! È davvero difficile farmi un regalo.

Una bellissima pedaliera per basso con drum machine e centinaia di effetti... sbav sbav

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Il vero giornalismo - Milena Gabanelli

Il nome di Milena Gabanelli non figura nell’annuario dei giornalisti italiani. Infatti, non è giornalista: non vollero farla e lei, poco interessata, non insisté. Così è diventata una bravissima non-giornalista d’inchiesta, più brava anche dei bravi non-giornalisti di cronaca e denuncia allevati da Striscia e Iene. Non è neanche dipendente Rai: la Rai non potrebbe permettersi né una dipendente così ficcanaso, né contenziosi con enti pubblici. Il suo programma della domenica sera, Report, la Gabanelli lo produce in proprio con propri collaboratori e lo vende, chiavi in mano, alla Rai. Per la quale i rinnovi dei suoi contratti sono una specie di cache-sex dell’abituale conformismo, un alibi informativo-politico, una prova di indipendenza e libertà: vedete come la Rai è indipendente, libera e, soprattutto, coraggiosa. (link).

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Vegano sì, vegano no. Perché non essere vegani?

Domanda: perché un essere umano, intelligente, a conoscenza dei misfatti causati dal cibarsi di alimenti di origine animale, nel 2007, non dovrebbe essere vegano? Quale motivo può avere?

Ottima domanda.

Credo che la risposta risieda nel fatto che spesso le circostanze ed i fattori sono sfavorevoli, inseriti in un contesto di molteplicità di scelte governative inique che rendono la questione di più larghe vedute. Mi spiego meglio: oggi siamo a conoscenza del trattamento vergognoso degli animali negli allevamenti (se tali si possono chiamare) ma non siamo a conoscenza delle condizioni dei lavoratori nei campi che coltivano verdure.

In altre parole il problema non riguarda l'uccisione degli animali per sopravvivere (dato che è possibile vivere cibandosi anche solo di vegetali) ma piuttosto delle condizioni di vita dell'essere vivente coinvolto. Non credo sia sbagliato uccidere animali per cibarsi, anche perché la struttura genetica del nostro organismo non è fatta per cibarsi solo di carne o solo di vegetali.

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Serial Experiments lain: a history of neural networks

lain, eroina dai tre volti, lolita cyberpunk, nuova messia, salvatrice degli uomini, l'anomalia sistemica, evoluzione della specie, dolce bimba impaurita, madre di tutti noi, quasi una dea.

Incarna fisicamente e virtualmente troppe entità, ella è troppi passati e troppe anime per riuscire a capirla, giudicarla, odiarla. Una cosa però è certa. Possiamo amarla, amarla ed imparare.

Nel wired, come nella vita reale, ovunque si trovino le persone sono sempre connesse.

Gli sceneggiatori tentano anche di dare una spiegazione scientifica quantomeno plausibile. Parlo della risonanza Shuman.

Riporto qui di seguito il video transcript per intero con dei commenti. L'ho dovuto tirare giù a manina dal DVD perché non c'erano subtitles da parte alcuna, né si trovava su internet. Si spiega da sè.

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Prostutizione della chiesa


Photo by Susan King

Riposto un vecchio articolo di qualche mese fa che avevo perso con il cambio di blog.

Ogni sera, di fronte a casa mia, godo della compagnia di molte signorine distinte che aspettano l'autobus di notte. Forse sarebbe il caso di far presente all'AMT che il loro sistema di trasporti non funziona, oppure informare queste accaldate signorine che gli autobus alle due di notte non passano. Eh sì, accaldate, deve fare molto caldo la fuori, sul ciglio del marciapiede, con tutti quei camion che passano incessantemente, si accostano a chiedere indicazioni e poi ripartono, infatti hanno dei pantaloncini cortissime o minigonne con lo spacco e la camicetta tutta sbottonata. Deve fare molto caldo, non c'è altra spiegazione.

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