Federico Pistono a Lilit (Rai3) con Daniele Bossari e Debora Villa
Eccomi nell'intervento di Daniele Bossari al programma Lilit, in oda su Rai3, presentato da Debora Villa.
Aiuta a creare i sottotitoli e a tradurre il video in altre lingue :) http://www.universalsubtitles.org/en/videos/f5gzhloW5urQ
Intervista: Federico Pistono ‘cervello in fuga’ in Silicon Valley


Riporto un bel articolo di Giovanna Boglietti, che mi ha intervistato per l'Eco di Biella.
Un biellese alla NASA per salvare il mondo (prima pagina)
È presto per preparare la valigia ma sembra facile riempirla, almeno con il pensiero: un computer; un Kindle, per leggere libri in formato digitale, e una chitarra. Intanto, le orecchie restano tese, in ascolto: «Inviterei tutti a non pensare necessariamente a un proprio futuro in Italia. Suggerirei di farci tranquillamente la scuola, ma di cercare degli stage, durante l'Università, all'estero e poi un periodo di specializzazione, anche quello magari all'estero».
Parole del premier Mario Monti che, rivolgendosi a un generico “tutti”, ha parlato di recente ai giovani e che il biellese Federico Pistono ha già messo in pratica alla grande, guadagnandosi la selezione per un esclusivo master post laurea nella Silicon Valley, California; più precisamente NASA, Ames Research Center; alla esclusiva Singularity University.
Articolo
La sfida del Governo. La dichiarazione è arrivata quando il vespaio, suscitato dalla presunta “monotonia e illusione del posto fisso”, non si era ancora chetato.
Si è aperta quindi un’altra querelle, che ricalca un tormentone: invogliare i ragazzi a guardare a un futuro oltreconfine, secondo molti, sarebbe una resa incondizionata e una perdita per il Paese.
Un biellese alla NASA. Questa è la storia di chi sta riempiendo la sua valigia, piegando per ora pensieri.
Impossibile dimenticare, anche un solo minuto, la futura destinazione: Silicon Valley, California; più precisamente NASA, Ames Research Center; più precisamente Singularity University. Sì, perché Federico Pistono, classe 1985 di Cossato (nella foto), è uno degli 80 talenti scelti per accedere al più evoluto progetto educativo-imprenditoriale attivo al mondo.
Tutto merito del volontariato, a cui Federico si dedica da anni: prima come portavoce dell'associazione “Grilli biellesi”; poi come responsabile italiano di “Zeitgeist”, movimento sociale che propone un’economia basata sulle risorse, nel rispetto della capacità di portata del pianeta. Sulla sua strada è comparso un ex allievo della Singularity University: Eric Ezechieli, presidente di “The Natural Step Italia”, ovvero la più importante fondazione in materia di sostenibilità ambientale. «“Sei la persona giusta”, mi ha detto. “Fai un’esperienza là”. Mi ha convinto», ricorda Federico.
Obiettivo: il bene dell’umanità. Tra migliaia di domande, la sua è stata accettata in un mese. Da metà giugno alla fine di agosto, Federico seguirà il “Graduate Studies Program”, un corso post laurea di 10 settimane, ospitato nel centro di ricerca californiano della NASA. Racconta: «La Singularity University è stata costituita nel 2009 da inventori del calibro di Ray Kurzweil e Peter Diamandis, con il sostegno di Larry Page di Google. Il suo scopo è quello di trovare, selezionare ed educare dei “Dream Team” di giovani leader, dedicati ad applicare tecnologie e conoscenze allo scopo di affrontare le grandi sfide dell’umanità».
Aiutare almeno 1 miliardo di persone. Sarà un corso intensivo, con 14 ore di lezione al giorno, e interdisciplinare, basato su nozioni che spaziano dalla genetica alle biotecnologie, dall’etica della tecnologia alla robotica: «Insomma, approfondimenti all’avanguardia e che in Università sarebbero accessibili solo con un dottorato di ricerca. In un secondo momento, si lavorerà a un progetto formulando concretamente piani di lavoro. A una condizione: che l’idea risolva un problema che coinvolga almeno un miliardo di persone e che sia efficace, entro i prossimi dieci anni».
Oltre il Noto. Grandi numeri che rispecchiano la filosofia della Singularity University, come spiega Federico: «Spingere le conoscenze sempre più avanti, sfondando barriera su barriera. Per questo, mi aspetto di imparare tantissimo. Tra i miei insegnanti ci saranno anche astronauti e ingegneri della NASA. Partirò con un progetto già in testa: l’accesso all’acqua potabile nei Paesi in via di sviluppo non attraverso tecnologie troppo raffinate e quindi insostenibili, come si è ragionato finora, ma grazie a materiale di discarica, accessibile a tutti; tanto facile da istruire il personale non specializzato, che lo dovrà installare, in un solo mese. E poi non mancherà internet gratis, esistono pc da 15 euro, che può favorire l’istruzione delle donne, il solo elemento di stabilizzazione e sviluppo della società».
Un altro “cervello in fuga”? «Non saprei -risponde- Nel mio futuro, per ora, c’è il pensiero di aiutare l’umanità. Seriamente. Lo dimostra il fatto che, per riuscirci, mi sono licenziato, e avevo un contratto a tempo indeterminato, a Verona, in un’azienda di comunicazione e consulenza informatica, media e video». Dai 16 ai 18 anni, Federico ha infatti frequentato una scuola internazionale, lo “United World College of Adriatic” di Duino. Si è poi trasferito a Verona, dove si è laureato in Informatica. «Eppure ho approfondito materie di mio interesse solo dopo gli studi. In Italia abbiamo docenti e strutture validissimi, ma un sistema paralizzante. Non si pensa che al voto e, se ci si sofferma di più su un argomento, si perde l’appello. Da noi, i giovani in carriera restano giovani e non professionisti, almeno fino a 40 anni. Non esiste la meritocrazia e domina una casta poco aggiornata, che non si apre neppure ai trentenni. E pensare che ho seguito on line, e gratis, le lezioni di intelligenza artificiale tenute dai luminari dell’Università di Stanford, con tanto di attestato». In Danimarca, tra l’altro, ha vinto la competizione europea fra blogger “Th!nk about it”: era il 2009.
Italia o estero? Per lui ancora non c’è una vera scelta, ma ai suoi coetanei Federico si sente di consigliare: «Non accontentatevi. Chiedetevi se quel che fate, qui o altrove, vi rende felici. E poi aggiornatevi, sul web soprattutto, createvi un network e studiate l’inglese».
La disoccupazione non si fermerà. Anche lui appartiene alle nuove generazioni, il primo pensiero del governo che cerca soluzioni sulle questioni più discusse: lavoro, disoccupazione, articolo 18. Ora che i sondaggi annunciano un tasso di disoccupati salito all'8,9 per cento. Il biellese è scettico: «Pensare di trovare nuovi posti di lavoro è un pensiero da ventesimo secolo, ma ancora oggi si ragiona secondo un paradigma di crescita. Si dice che si vuole aumentare la produzione, eppure per farlo si aumenta l’automazione; quindi, il lavoro umano non può che diminuire. Riforme, su questo stato di cose, non servono. La disoccupazione non calerà, anzi pronostico che si porterà al 30 per cento e il lavoro non esisterà più. Per far fronte a questo, è bene che si inizi a ragionare non per interesse economico, ma per qualità della vita. Secondo la teoria del “risolvi il problema”, quello che la Singularity University propone».
E chissà che quella valigia torni, con lui, in Italia.
Giovanna Boglietti
I robot ti ruberanno il lavoro, ma non c'è problema: come sopravvivere il collasso economico ed essere felici
Negli ultimi due anni ho fatto ricerche per studiare l'impatto del progresso tecnologico nella nostra società. Ho scoperto che un aspetto tragicamente trascurato è la conseguenza di automazione e dell'intelligenza artificiale sui posti di lavoro, una cosa che ci riguarda tutti. Ho deciso di indagare e di fare qualcosa a riguardo, così ho aperto un progetto su kickstarter per avviarlo, burocrazia + Amazon = ho rilanciato il progetto su IndieGoGo
Questa è una nuova esperienza per me, da cui spero di imparare molto e crescere come autore. Se hai qualche consiglio in merito al progetto, dimmelo! Sono aperto a suggerimenti.
Ti ringrazio in anticipo per qualsiasi supporto potresti dare. Inoltre, se ti capita di conoscere intellettuali che sono esperti su questo argomento, o se pensi di poter dare alcuni spunti, fammi sapere.
Il viaggio
Pubblico un vecchio racconto che scrissi nel lontano 2006. A rileggerlo oggi, cinque anni dopo, mi sembra proprio che l'abbia scritto un'altra persona. È una sensazione davvero particolare, quantomeno affascinante. Spero vi piaccia. Buona lettura.
Il viaggio
Federico Pistono, 20 agosto 2006
Ringraziamenti
All’oceano, inesauribile fonte di ispirazione.
Buone e cattive ragioni per credere (dedicata ad Alice)
Riporto la lettera che il biologo evoluzionista Richard Dawkins scrisse alla figlia Juliet, in occasione del suo decimo compleanno. Vorrei dedicarla alla mia cara sorellina, Alice.

Cara Juliet,
Adesso che hai dieci anni voglio scriverti qualcosa che per me è importante. Ti sei mai chiesta come conosciamo le cose che conosciamo? Come sappiamo, per esempio, che le stelle che sembrano minuscole capocchie di spillo nel cielo, sono in realtà enormi palle di fuoco come il sole e sono molto lontane? E come sappiamo che la terra è una palla più piccola che gira rapidamente intorno ad una di quelle stelle, il sole?
La risposta a queste domande è "evidenza". A volte evidenza significa vedere (o udire, sentire, annusare…) effettivamente che qualcosa è vero. Gli astronauti hanno viaggiato abbastanza lontano dalla terra per vedere con i loro occhi che è pressoché tonda. A volte i nostri occhi hanno bisogno di aiuto. La "stella della sera" appare come un brillante scintillio nel cielo, ma con un telescopio si può vedere che è una bella palla - il pianeta che chiamiamo Venere. Una cosa che si impara vedendo (o udendo, o sentendo…) direttamente è chiamata osservazione.
Spesso l'evidenza non è solo osservazione e basta, ma l'osservazione ne è sempre un fondamentale presupposto. Se vi è stato un omicidio, spesso nessuno (eccetto l'assassino e il morto!) l'ha effettivamente osservato. Ma gli investigatori possono raccogliere molte altre osservazioni che potrebbero tutte indicare come sospetta una persona particolare. Se le impronte digitali di una persona combaciano con quelle trovate su un pugnale, è evidente che essa l'ha toccato. Ciò non prova che questa persona abbia commesso l'omicidio, ma è un'osservazione che può essere d'aiuto quando è unita a molte altre prove. A volte, un investigatore può pensare ad un intero insieme di osservazioni e improvvisamente realizzare che esse si incastrano alla perfezione e sono tutte sensate, se Tizio ha commesso l'omicidio.
Gli scienziati - gli specialisti nello scoprire ciò che è vero riguardo al mondo e all'universo - spesso lavorano come gli investigatori. Azzardano una congettura (chiamata ipotesi) su cosa potrebbe essere vero. Poi si dicono: se ciò fosse realmente vero, dovremmo vedere così e così. Questa è chiamata una predizione. Per esempio, se il mondo è veramente tondo, possiamo predire che un viaggiatore, andando sempre avanti nella stessa direzione, alla fine dovrà ritrovarsi nel punto da cui era partito. Quando un medico dice che hai il morbillo, non ti dà un'occhiata e vede il morbillo. La sua prima occhiata gli fornisce l'ipotesi che potresti avere il morbillo. Poi dice a se stesso: se ha davvero il morbillo, dovrei vedere… Quindi scorre la sua lista di predizioni e le controlla con gli occhi (hai delle macchie?), con le mani (hai la fronte calda?) e con le orecchie (il tuo petto ansima come se avessi il morbillo?). Solo allora prende la sua decisione e dice: "La mia diagnosi è che la bambina ha il morbillo". A volte i dottori hanno bisogno di fare altri test quali le analisi del sangue o i raggi X, che aiutano i loro occhi, le loro mani e le loro orecchie a fare osservazioni.

